Se l’avessimo detto solo qualche tempo fa sarebbe sembrato impossibile ma oggi un microscopico virus è stato in grado di modificare quelli che sono i macroequilibri dell’economia nazionale e mondiale, impattando in maniera significativa su molti nostri settori strategici.

Su molti settori, ma sembra non sul commercio elettronico: a partire dalla seconda settimana di febbraio 2020 infatti, i comportamenti d’acquisto sono improvvisamente cambiati, con un trend in aumento delle vendite on line di un  +12,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (dati Nielsen).

L’essere, ora e chissà fino a quando, costretti a vivere in condizioni di distanziamento sociale e di auto-isolamento porterà le persone a ridurre quanto più possibile le visite in negozio e ciò potrebbe mettere a rischio chi fino ad oggi ha fatto affidamento unicamente su uno store fisico; chi invece ha già affiancato un sito e-commerce o un account su marketplace al retail classico avrà comunque una possibilità  di attutire il calo di fatturato dovuto alla contrazione delle vendite.

Come imprenditore dovrai quindi ragionare su scenari presenti e futuri, in termini di consumi e modalità di acquisto: il commercio elettronico può rivelarsi un’ottima strategia di vantaggio competitivo nello scenario critico di breve periodo, oltre che un valido strumento a crisi cessata, quando il comportamento d’acquisto del consumatore si sarà ormai consolidato.

Se vuoi vendere on line però, non puoi improvvisare.

Ogni progetto di e-commerce richiede un’accurata analisi di mercato, la scelta del modello di business appropriato, la stesura di un Business Plan efficace, la conoscenza degli adempimenti amministrativi per la sua apertura nonché la normativa di legge e fiscale applicabile, in particolare se intendi vendere anche all’estero, competenze che solo un professionista esperto del settore può offrirti.

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